Carissimi amici nerazzurri e simpatizzanti tutti, calcisticamente parlando “vendetta” compiuta, nel migliore dei modi, per aver perso uno scudetto immeritatamente l’anno passato. L’inter è stata superiore in tutto, e non solo per il risultato che parla chiaro. I gol sono stati tutti e tre di fattura straordinaria, a dir poco pregevole. Inzaghi bissa il trofeo della Supercoppa Italiana, dopo averlo fatto da allenatore della Lazio per altre due volte, dimostrando di avere una predilezione per questa competizione e, comunque, per le partite secche, scacciando tutte le critiche rivoltegli, a volte esagerate ed ingiustificate. Il primo gol al 10° è stato un’autentica sinfonia: l’azione parte da Darmian che s’invola sulla destra, smista a Dzeko che, con un tocco raffinato smarca Barella che, a sua volta, sulla linea del fuorigico, confeziona un cross perfetto per Dimarco che raccoglie e colpisce di sinistro, irreparabilmente, nulla da fare per Tatarusanu. Il Milan cerca di reagire con il suo asso Leao, davvero in ombra questa sera, che, lanciato da Brahim Diaz, prova un tiro a giro, smanacciato provvidenzialmente dall’ottimo Onana, al 17°. Ma al 20° Bastoni batte una punizione dalla propria metà campo che diventa un assist per il grande Dzeko che sorprende la difesa, dribbla un inguardabile Tonali e fredda il portiere sul palo lontano, un tiro chirurgico. Il Milan è alle corde, completamente disorientato e rischia di prendere il terzo gol, con Dzeko prima e Dimarco poi, in questo caso per uno svarione difensivo di Tomori. Tatarusanu in queste occasioni salva i rossoneri ( risulterà per loro il migliore in campo). Nel secondo tempo l’Inter controlla la partita, non rischia più di tanto, le sostituzioni di Pioli non cambiano il corso del match che al 77° viene chiuso da un’autentica perla di Lautaro Martinez che lavora magnificamente un pallone servito da Skriniar in profodità su punizione, sgusciando via come un’anguilla dalla marcatura di Tomori ed infilando alle spalle di Tatarusanu con un delizioso esterno destro. Chapeau al campione del mondo che pregusta la vittoria ed il momento in cui bacerà la Coppa. Il Milan non riesce nemmeno ad accorciare le distanze, Rebic coglie la traversa occasionalmente con un cross, la partita si avvia alla fine dei sei minuti di recupero, con la tristezza dipinta sui volti dei giocatori rossoneri e la gioia disegnata sul volto di quelli nerazzurri che hanno umiliato i loro avversari di sempre. Vincere il derby ha sempre un sapore speciale, ma vincerlo in quella maniera è ancora più esaltante. E’ stato un vero trionfo per l’Inter, è stato un assolo, una partita senza macchia nella quale si fa fatica a definire il migliore, anche se la palma l’ha avuta Edin Dzeko, “main of the match”. Ma che dire del sigillo strepitoso di Lautaro, dell’incredibile corsa di Barella, dell’infaticabilità di Skriniar, della classe di Calhanoglu, insomma non c’è stata partita, anche dal punto di vista fisico. Hanno giocato bene tutti, lucidi, compatti, con la giusta cattiveria agonistica e con la dose giusta di adrenalina, consevata opportunamente per l’occasione. L’Inter è stata squadra vera, dimostrando sempre qualità, sagacia, esperienza, forma atletica, nonostante il gran numero delle partite effettuate in breve tempo. Un plauso va a Simone Inzaghi che ha preparato la partita perfetta, regalando a se stesso e a tutti i tifosi una grandissima soddisfazione. Festeggiamenti meritatissimi! Grazie, Mister, siamo tutti con te, ora prova a fare una bella rimonta in campionato, ce la puoi fare, al diavolo i detrattori. Forza Inter, tieniti stretta la tua settima Supercoppa Italiana.
Francesco Mininni Opininista Inter Club Bari
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